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STORIA DEL PROGETTO

Questo progetto nasce dalla volontà di dare corpo e vita ad un’idea sentita.

Vuole essere inizialmente una fonte di informazioni, perché siamo convinti del fatto che, nella conoscenza, sia rinvenibile un primo aiuto: la presa di consapevolezza.

Una passione che intende crescere anche per trasformare e dare sfogo alle vostre urla interiori.

Un lavoro che:

vuole essere denuncia contro le atrocità insite nel concetto di violenza;

vuole sconfiggere il silenzio in nome della libertà;

vuole vincere i soprusi e gli inganni;

vuole dare voce agli indifesi;

vuole abbattere i muri del frastuono interiore;

vuole creare cognizione e coscienza…

Un piccolo passo verso la soluzione di un enorme e devastante problema che ci riguarda tutti.
 

Sara Antonucci

 

Il sentimento

Vorremmo partire da una poesia per chiarire il sentimento che ci unisce, e ci indica la strada come una luce se pur flebile necessaria nel buoi che ci circonda


Elena Omegna

 

Poesia

La faccia tra le mani
i graffi sui seni
niente più lacrime a lavarti la pelle
guardi nel vuoto e immobile tremi

e un gelo ti inchioda
povero fiore reciso e calpestato
sbattuto per terra
abusato ed umiliato

fatichi a respirare
non riesci più ad alzarti
non sai riaprire gli occhi
e immobile tremi…

è un esplodere di dolore
un oceano di rabbia
un grido di vergogna
un urlo silenzioso, gelido e dolente
che lacera la notte
e cresce lentamente

e niente più parole
e risate con le amiche,
quelle scarpe favolose,
quei brividi d’amore

è tutto andato in pezzi
è tutto calpestato
rimane la paura, l’abuso della carne,
l’angoscia che perdura…

bocche deformi,
mani che offendono,
palpano e straziano
risate sguaiate
rantoli di belve assetate di dolore
maledetti demoni,
vigliacchi e senza onore

e immobile tremi…
stai ancora tremando
piccolo fiore sbattuto per terra
senza conforto,
senza più amore.

Davide Serra

 

La violenza non è forza ma debolezza

né mai può essere creatrice di cosa alcuna,

ma soltanto di distruggerla.”

Benedetto Croce

UN AUGURIO....

Sull’insegnamento del fiore di loto che affonda le sue radici nel fango trovando lì nutrimento di crescita verso l’alto,  facciamo un augurio per prima a noi stessi e in secondo luogo a quanti si sentono di accoglierlo: che si possa sempre trovare il coraggio di saper riconoscere le proprie parti di colpe quotidiane, i propri ‘mal fatti’, con la consapevolezza che dietro questo atto di umiltà, si nasconde la nostra grandezza e la nostra capacità di saper entrare in forme di relazioni la cui potenzialità  e la cui alchimia è alle volte inimmaginabile.

Marilena De Sole

 


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