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IL RAZZISMO

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma in base al contenuto del loro carattere.”

Martin Luther King, 28 agosto 1963.

Etimologicamente il termine razzismo deriva da RAZZA (dal latino generatio/ratio che significa natura, qualità) e ISMO ( suffisso greco: insieme di idee, astratto collettivo, fazione).

Questa parola ha assunto nel tempo tutta una serie di tristi significati; in senso generale potremmo riferirvi tutti quegli atteggiamenti di pregiudizio, discriminazione e insofferenza nei confronti di singoli individui o gruppi di soggetti solo ed esclusivamente a causa di una differente origine, un diverso colore della pelle, oppure una diversa sessualità.

Analizzando la storia del razzismo, individuiamo un importante tassello nel cosiddetto “Razzismo scientifico” (XIX sc.), rivisitazione male interpretata del costrutto darwiniano sull’origine della specie. Secondo questa teoria, che avanzava una pretesa di scientificità, gli esseri umani risultavano essere divisi in razze, biologicamente e, di conseguenza, gerarchicamente ineguali. Inutile aggiungere che stando a queste idee, la razza bianca era la razza superiore. Ovviamente il concetto di adattamento all’ambiente e di cultura conseguente apparivano privi di valore. Purtoppo questa dottrina non rappresentò altro che la “giustificazione” del colonialismo, della discriminazione e della schiavitù…

Il filo conduttore di tutti questi accadimenti sembra, tuttavia, essere lo stesso che muove la storia degli uomini ancora oggi: la strumentalizzazione politica e sociale alla cui base non c’è altro che il desiderio del potere.

Fu necessario attendere la fine della seconda guerra mondiale per seppellire questa teoria pseudo-scientifica. Nonostante il trascorrere degli anni, dei secoli, il problema del razzismo è ancora oggi attuale. Sempre perché c’è la tendenza a giudicare il diverso secondo la propria ristretta visione del mondo. Personalmente credo che sarebbe necessaria solo una piccola dose di elasticità mentale per comprendere che, la diversità, non può essere altro che una fonte di ricchezza e di crescita, non un qualcosa da cui fuggire, o peggio, da combattere.

Antonucci Sara

 



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