Le Tillandsie sono dette piante dell’aria. Appartengono alla famiglia delle Bromeliacee.
E' una piante epìfita, come tale usa alberi, pietre e quant'altro soltanto come punto d’appoggio.
Assorbe nutrimento necessario dall'umidità dell'aria assumendola attraverso le foglie e non solo. Prende le sostanze nutrienti in due modi: dall'aria per mezzo delle foglie e delle radicole (perciò ha bisogno d’ambiente umido), oppure tramite assorbimento fogliare dei prodotti di decomposizione che si formano nelle "sacche" alla base delle foglie: qui, nel suo ambiente naturale, si raccolgono acqua, pezzi di foglie, piccoli insetti, terriccio trasportato dal vento, etc.
Avendo raffinati meccanismi d’assorbimento fogliare a fini di sopravvivenza , sono attualmente studiate perché riescono ad assorbire anche alcuni inquinanti atmosferici.
Secondo il test, reso noto dall' Università di Bologna, la Tillandsia può essere usata per monitorare l' inquinamento, ma anche, in dosi elevate, per assorbire le polveri cariche di idrocarburi policiclici aromatici.
La Tillandsia cattura sia gli inquinanti,sia è in grado di assorbirli ed eliminarli, metabolizzandoli, ovvero "mangiando" una discreta quantità di inquinanti.
Costa poco e sono già state ipotizzate le applicazioni: una piccola parete, non solo decorativa, fin da oggi si può usare per disinquinare un appartamento, ma insieme ad essa si possono comperare altre piante di dimensioni molto più grandi e quindi più efficaci.
Il primo scopo, infatti, delle piante ornamentali è quello di rendere elegante un luogo e di fornire all'uomo un piacere visivo, ma esse svolgono però altre funzioni (certificate da studi NASA), tutt'altro che trascurabili, soprattutto come purificanti dell'inquinamento atmosferico d’ambienti chiusi.
Giacomo Gallo