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ProgettoHumus
La violenza sugli
animali
In fondo questo ramo dell'associazione
Irisform SOS VIOLENZA ABUSO nasce da un progetto lontano legato
all'Associazione Humus (PROGETTO HUMUS), ed è frutto di una"volontà" che animava parte di noi anni fa, e che sembra oramai lontana...
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La violenza sugli
animali
In questa area vorrei
dedicarmi a questioni interessanti che riguardano il diritto, l’etica ed
il rapporto di supremazia supposta che ha l’uomo nei confronti degli
animali (in particolare la violenza sugli animali). Sviluppero’ la questione da più punti e con taluni scritti già
pubblicati altrove.
E' interessante soffermaci
sulla distinzione tra l’uomo e l’animale. Aristotele evidenziava varie
differenze: l’uomo è l’unico ad avere posizione eretta, l’uomo è l’unico
che ride, che ha la capacità di deliberare, che ha il linguaggio, che
ha, in ultimo, la capacità di essere felice.
Bene, queste
giustificazioni le possiamo trovare ancora oggi, se pure alcune di esse
oramai non reggono più a rigor di logica e oltre che
di conoscenze scientifiche,
anche se non tutti sembrano accorgersene. Magari nei prossimi articoli
cercheremo di smontarle una per una.
"Gli animali sono esseri
inferiori", questa pretesa ci porta a non interrogarci e quindi non porci
molte domande sul diritto supposto degli animali, diritto alla vita, o
almeno il diritto a non soffrire.
In fondo
immaginarci come superiori, per una benedizione divina, ci porta a
dormire tranquilli a soffocare domande, interrogativi che potrebbero
sorgere dalle vistose contraddizioni e finzioni sbandierate dalla nostra
civiltà attuale. Non dico che prima era meglio o peggio vorrei
sottolineare che se un tempo raccolto il problema dai piu' edotti
difficilmente si poteva trovare una soluzione, oggi invece avendone i
mezzi e le possibilita' di affrontarlo si cerca di nasconderlo: sevizie,
massificazioni di inutili torture, crudelta', condizioni di cattività ai
limiti della brutalita'.
Dicevamo.
Inferiori? Ma inferiori non
certo fisicamente visto che vi sono animali che per capacità fisiche in
ogni campo ci battono, allora certamente si parla di inferiorità
mentale…
A parte che in molti studi
si compie l’errore di giudicare intelligente solo l’animale che adotta
lo stesso nostro modo di pensare, lo stesso modello di intelligenza.
Avendo morfologicamente vistose differenze dovremmo, invece, noi tenerne
conto sul come possono comunicare e sul perché...
Avendo
morfologicamente vistose differenze, appunto, dovremmo, invece, noi
tenerne conto sul come possono comunicare.
Si deve aggiungere che la
stessa scienza ci ha dimostrato esservi diversi tipi di intelligenze.
Insomma per stringere in
molti testi viene confusa la furbizia con l’intelligenza,
anzi si ricerca la furbizia per dedurne intelligenza...
Qualcuno ha detto che
l’uomo in fondo è solo un ratto molto furbo. Non voglio qui dire che
l’uomo è intellettualmente inferiore ma limiterei le differenze abissali
che delle volte vengono poste. L’intelligenza del resto si differenzia
dalla furbizia perché vede in prospettiva, ha una visione non legata
all’attimo presente ma alle mete, all’obiettivo, e su questo punto
l’uomo è messo male.
Non voglio,
nemmeno, certamente
negare che l’uomo è tra gli esseri più intelligenti ma questa
intelligenza giustifica l’uso di violenza contro esseri mentalmente
inferiori?
Mi chiedo, se un giorno degli extraterresti
venissero sulla terra con capacità intellettive superiori alle nostre e
con il vizio di mangiare carne... carne umana, noi giustificheremo tale
pretesa?
Non credo. La questione è
complessa e con una serie di articoli cerchero' di spiegarmi. Vorrei
solo aggiungere brevi concetti.
La nostra intelligenza
dovrebbe essere supportata da una maggiore responsabilità e senso di
giustizia. Una maggiore responsabilità, che non ci porti a sconfinare in
una prevaricazione e/o crudeltà verso gli indifesi. La nostra
consapevolezza ci carica di maggiori responsabilità per trovare
soluzioni accettabili per una vita degna anche per i c.d. essere
“inferiori”.
Tutte le eccezioni esposte
da presunti studiosi sembrano non reggere ad un attento esame logico,
qualcuno, in verita' più di qualcuno, afferma che gli animali non
possono pensare di pensare.
Uno, vorrei capire come
fanno a dedurlo (le prove sono ingenue),
due, pensandoci un attimo
la prima constatazione che mi sorge è: se riescono a distinguere il
sogno dalla realtà, come è, anche tale obiezione non
regge.
Invece, sarebbe
interessante soffermarci, piuttosto
sulla diversa percezione del tempo da parte dell' uomo e dell' animale.
Altro
punto e' se gli animali non sono soggetti di diritto (la questione è in
parte dibattuta), la tesi che sembra prevalere è quella che tutelando le
violenze contro gli animali si tutela indirettamente la sensibilità
della persona umana, gli animali non sono soggetti di diritto: uomo che
vedendo, udendo scene di violenza potrebbe subire un danno alla persona (recenti
norme sembrano mettere in discussione tale tesi per una garanzia più
incidente).
Vedere delle scene violente
contro gli animali porta un turbamento anche in chi osserva. Impedendo
l'atto cruento, non si tutela solo la sofferenza dell'animale, ma anche
lo svilimento dell' uomo che guarda o che ne ha conoscenza, insomma
verso un'etica pubblica condivisa.
L'uomo che agisce contro un
essere incapace (appunto compie un atto o violenza sugli animali) di difendersi offende la nostra morale e mette a rischio
la nostra convivenza etica.
Questo punto ci porta a
considerare un aspetto, molto interessante, dar voce
e tutela ai più deboli:
tutelare il diritto del debole di vivere, di esserci, di pensare e vivere
diversamente secondo quanto la sua “natura gli permette”, determina una
crescita della società, dei giovani che vengono così educati al rispetto
del diverso, del più debole e farsi carico di responsabilità cresciute,
vissute e condivise.
I principi imperativi di
equita' nascenti dalla morale intrasoggettiva, presenti in noi, devono
trovare un collegamento con le regole di convivenza etica,
intersoggettiva, trasmessi e viventi nella societa' solo così si
determina un soggetto integrato con una convivenza civile viva.
Altro ultimo aspetto: gli
animali percepiscono dolore hanno apprensione, paura e su questo ci
converrebbe riflettere, essi sono solamente più ingenui e mentalmente meno
astuti.
La domanda sembra essere
una: la nostra società vuole insegnare la prevaricazione del più forte?
Giacomo Gallo
L'uomo è solamente un
animale mezzo addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri
animali con la frode, la violenza e la crudeltà.
Charlie Chaplin
Plutarco -Sul mangiare
carne- "...L'uomo non si nutre certo di leoni e di lupi, per
autodifesa... ma al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive
di pungiglioni e di zanne. Per un pezzo di carne l'uomo le priva del
sole, della luce, della durata naturale della vita, alla quale hanno
diritto per il fatto di essere nate"
Giacomo Gallo
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